giovedì 3 marzo 2011

E' morto un uomo

(luglio 2004)

Oggi abbiamo dato l’addio ad un uomo....un uomo come tanti....con i suoi difetti e le sue grandi qualità...che però aveva una cosa particolare per noi....era il nostro amico Gian. Le nostre menti non sanno connettere ciò che è successo, e chissà per quanto tempo tenteranno di credere ad uno scherzo, si manterranno incredule e sbandate aspettando di vederlo spuntare da un angolo della prossima via....e quando capiranno che così non sarà più dovranno arrendersi al vuoto che da oggi ci riempie l’animo. E’ una presenza che ci viene a mancare...e poi in che maniera......forse l’ha voluto addirittura lui che fosse così, cogliendoci di sorpresa come spesso era solito fare nello scherzo. Un colpo di teatro, un’intuizione geniale delle sue, da musicista, da artista, da adorabile bastardo....a spiazzare la platea.....e questa volta la platea siamo stati noi...per l’ultima volta. Un fuoco d’artificio abbagliante come tutta la sua vita...fatta di morbidi eccessi e di momenti di intensa tenerezza, due figli, la musica, un inseparabile amico costantemente al seguito nel suo peregrinare, incertezza, rivoluzioni radicali, successo, amore, stima, bene, carisma, inesistenza delle regole, risate, lacrime, pena, dolcezza, amicizia per e dalla gente che ha incontrato lungo il cammino. Oggi dopo quasi 10 anni mi accorgo, con colpevole ritardo, che ha riempito un angolo importante della mia esistenza. C’era, e questo era importante anche se i nostri incontri si erano diradati nel tempo. E quando ci si incontrava, anche dopo lunghi mesi di silenzio, sapeva dirmi con un sorriso ed un abbraccio che i giorni non erano mai trascorsi, che tutto era come lo avevamo lasciato l’ultima volta. Non aveva bisogno di ascoltare i perchè del distacco ingiustificato, lui sapeva che gli avrei raccontato, e io sapevo che avrebbe capito...sempre. Forse vedeva i miei difetti meglio di me....o forse ne avevamo in comune. Si ha il malcostume di dire le cose più false, di circostanza, quando qualcuno se ne va così come ha fatto lui....a 46 anni....e prima di scrivere ascolto, sto attento a lasciare scivolare sulla pagina solo il delirio delle mie emozioni....quelle vere...irrefrenabili...quelle che non si possono dire ma solo pensare e forse scrivere cercando di non appiattirne il significato. Lui non era il migliore, non era un santo ne tantomeno un anima candida.....ma era un amico...uno dei miei più cari e solo ora capisco quanto...e non ho mai avuto il coraggio, come sempre capita a noi maschi, di dirgli che gli volevo e gli voglio bene, ho solo avuto il rabbioso e straziante istinto di dirglielo ieri...già disteso nella bara con a fianco quella sciarpa rossoblù che lui adorava....l’espressione finalmente rilassata e un vago sorriso violaceo sulle labbra. Gli ho anche detto che sarebbe arrivata una persona da lontano per salutarlo, si, sarebbe venuta per dirgli le stesse cose, tutte quelle che tutti abbiamo pensato e sputato fuori all’improvviso in un fiato. Per lui era una persona speciale, me ne sono sempre accorto, l’ha sempre vista così....con quel velo di tenerezza che traspariva ogni volta che la vedeva. Si sei tu...tu che leggi e ti ritrovi qui dentro...e che sai che sto dicendo la verità...tu non puoi non aver visto. E la pioggia dei dettagli di immagini impazzite continua a cadere...ora....su di me e dà il "la" alla scrittura. Serate come "zingarate" nei pub della città...improbabili tour musicali con condizioni meteo da barzelletta, risate in quantità industriale....il senso del vivere la vita in ogni suo attimo...continuamente......come se sfuggisse tra le dita in quel preciso istante. A questi pensieri purtroppo si giunge sempre troppo tardi, perchè nessuno di noi si ferma a riflettere o, tantomeno, lascia andare per un attimo la fredda logica della società che ci avvolge affidandosi ai brividi delle sensazioni. Io imparo oggi una volta di più che è importante dire quanto fare le cose nel momento in cui vengono alla mente....perchè dopo è troppo tardi, sempre, continuamente tardi.....siamo sempre alla rincorsa delle occasioni perse, quelle che anche se potessero tornare non avrebbero più lo stesso senso. E non possiamo tornare indietro....dobbiamo vivere il presente prima che sia passato... un attimo prima che il futuro ci raggiunga. Mi lasci il cuore più vuoto da oggi, e con il terrore di riuscire a convivere, nella normalità, con la tua mancanza.....da oggi mi sento un pò più solo... Ciao Gian

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