venerdì 4 febbraio 2011

Ferrovie dello Stato


Sono uno dei tanti che ogni settimana usufruiscono del nostro inimitabile servizio ferroviario. Ah, si, davvero ti si apre il cuore quando sali su un treno italiano !

Ma partiamo dall'inizio.

Stazione di Genova Brignole, ore 18.30, sono in coda per acquistare il biglietto. Sono in netto anticipo sull'orario di partenza, prevista per le 19.02. Già, se ci penso, l'orario è tutto un programma diciannovezerodue...nemmeno quei due minuti facessero la differenza ! Mah ! Andiamo avanti.

Dicevo, in coda dunque, composta da sei persone, una cosa rapida apparentemente. E invece no, come in tutte le cose italiane, anche qui abbiamo già pronti dei colpi di scena.

L'addetto alla biglietteria è una donna paciosa, grassottella che, con movimenti degni della miglior moviola di Vitaletti, scruta con sospetto quella cosa piena di tasti che ha davanti. Poi dopo uno studio approfondito ne sceglie uno e lo preme con titubanza guardando con malcelata sorpresa quello che appare sul monitor. Incomincio ad innervosirmi, sono già 5 minuti che prova e il biglietto non è ancora stato stampato.

Il tempo passa e la signora, bontà sua, riesce a distribuire la carta di viaggio al cliente. Meno uno. Solo altre cinque persone davanti a me. Però mancano 20 minuti ormai e, se procede sempre così, potrei essere costretto a fare il biglietto sul treno. Con ovvio sovrapprezzo.

Ma dico, sembra che quella macchina infernale l'abbia appena vista...ma...e la cosiddetta formazione professionale (sorriso sarcastico) ?

Suda, le si formano due inquietanti chiazze scure sotto le ascelle...meno male che il vetro non permette di apprezzare la fragranza della sua agitazione.

Le persone incominciano a dare segni di evidente sfiducia ed iniziano ad essere nervose.

Improvvisamente colta da genio la donna sveltisce i movimenti e fa due biglietti consecutivi. Rapida. Commozione intorno.

Manca poco, dieci minuti al treno e una sola persona al mio turno. E' una donna sui cinquanta, piuttosto distinta che si avvicina al vetro e con un filo di voce inizia "senta, buonasera, vorrei prenotare tre posti per mercoledì prossimo per andare a Roma. Che treno mi consiglia ?"

Ma come, a me fra qualche minuto parte il treno e questa è venuta a chiedere consigli alla bigliettaia, invece che allo sportello informazioni, per partire quando ? Fra quattro giorni ????

E quell'idiota dell'impiegata le risponde pure !!!

Tre minuti di terrore poi la signora pensa bene di chiamare il figlio per sapere non so più quale cazzo di indicazione. E con aria serena compone lentamente il numero. Pure col sorriso.

In quella fa l'errore di girarsi e incrociare il mio sguardo. Credo si sia spaventata. Mi fissa un attimo e sussurra un "le parte mica il treno ?".

Invece di dirle "no signora mi parte un diretto dritto nei suoi denti" stiracchio un vaffanculo morbido e mi metto nelle mani di quel genio che sta al di là del vetro.

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